Autore: Luigi Cacciatori
Quando si parla della storia della marijuana legale, è necessario tornare molto indietro nel tempo: più in particolare, dobbiamo fermarci a più di 10000 anni fa, periodo a cui – così pare da diversi studi accreditati e dal ritrovamento di semi fossilizzati nella regione della Romania – risale la coltivazione proprio della marijuana legale.
Per quanto riguarda le origini di questa sostanza, i vari studiosi e i vari ricercatori ritengono che sia da collocare all’interno delle prime società agricole, fondate dagli esseri umani nell’Asia centrale, continente in cui la marijuana legale cresceva e si diffondeva in maniera del tutto spontanea e da cui probabilmente è iniziata la sua diffusione, cominciando con la Cina e arrivando, poi, in Europa, in Africa e in America.
Ma su che cosa si basano questi studi e queste ricerche? Tendenzialmente, si basano sui ritrovamenti più antichi della marijuana legale che risalgono, come abbiamo detto, a circa 10000 anni fa: questi ritrovamenti, che dimostrano l’utilizzo della marijuana legale sin da quei tempi, sono stati portati alla luce nell’isola di Taiwan, dove gli archeologi hanno scoperto dell’esistenza di un piccolo villaggio, proprio lì, al largo delle coste cinesi.
Per tutti questi motivi, i ricercatori e gli studiosi concordano tutti sulle origini molto antiche della marijuana legale, accreditati ulteriormente dal ritrovamento di manoscritti cinesi, all’interno dei quali viene accennato a questa piantagione e alla sua filatura, che ai tempi veniva utilizzata tendenzialmente come prodotto tessile.
Ma come è cambiato nel corso del tempo l’utilizzo della marijuana legale? Scopriamolo insieme nei paragrafi successivi!
Prima di arrivare all’odierno uso della cannabis light in Italia, c’è stata molta strada e molta storia da percorrere.
Come abbiamo detto, il primo utilizzo della marijuana legale era legato alla sua conformazione di prodotto tessile, utile per realizzare vestiti e corde di vario genere. Bisognerà attendere il 2737 a.C. per essere testimoni del primo utilizzo della marijuana legale in medicina: queste testimonianze ci vengono fornite attraverso un trattato scritto dallo stesso imperatore cinese Shen Nung, secondo cui la marijuana legale poteva essere utilizzata per trattare casi di gotta, di stipsi, di debolezza mentale, di malaria e di reumatismi.
Qualche anno dopo, intorno al 2000 a.C., anche gli Egizi iniziarono ad utilizzare la marijuana legale a scopo terapeutico, più in particolare come rimedio per gli occhi irritati. In questo stesso periodo, gli Ariani, una antica popolazione nomade, riesce ad entrare nel continente indiano e con sé portano proprio la marijuana legale, promuovendone i benefici: non a caso, infatti, in India, questa sostanza veniva utilizzata come calmante contro l’ansia.
L’arrivo in Europa della marijuana legale è attestato da diversi trattati e da diverse testimonianze, che possono essere collegate alla figura di Erodoto in Grecia e a quella di Plinio nell’antica Roma. La marijuana legale, inoltre, viene citata anche nel trattato del medico di Nerone, da collocare intorno al 70 d.C., in cui vengono riportate le sue proprietà contro il mal di stomaco e il male alle orecchie. Ed è proprio del mal di orecchi che parlerà anche Papa Giovanni XII nel 1200, in pieno Medioevo, indicandola come soluzione contro l’otite.
Nel Medioevo, però, la forte crescita del potere ecclesiastico mise un freno alla diffusione e all’utilizzo della marijuana legale: più nello specifico, Papa Innocenzo VIII definì questa sostanza una sostanza “”malefica”” e ne vietò anche l’uso a scopo medico. Per ritrovare all’interno della storia l’utilizzo della marijuana legale, bisogna attendere il 1798, nonostante i divieti promossi da Napoleone Bonaparte.
Per quanto riguarda l’uso a scopo terapeutico della marijuana legale (che ad oggi si può portare a termine anche attraverso l’utilizzo dell’olio CBD), è doveroso ringraziare una figura in particolare, quella del medico irlandese William Brooke O’Shaughnessy, che divulgò questo particolare utilizzo anche in Europa dopo una sua lunga esperienza in India.
Più nello specifico, questo medico irlandese pubblicò una relazione, datata 1839, in cui venivano sottolineati gli effetti benefici della marijuana legale, da lui stesso sperimentati nel suo lavoro e nel trattamento di epilessia, di reumatismi e di tetano. Fu proprio questo medico, al suo ritorno dall’India nel 1841, a portare con sé una pianta di cannabis indica allo scopo di introdurla a tutti gli effetti nella medicina. Da questo momento, in breve tempo, la marijuana legale si è diffusa anche negli Stati Uniti d’America, in cui veniva utilizzata per curare diverse malattie e diverse patologie.
Nel corso di questo articolo, quindi, abbiamo visto come l’uso della marijuana legale sia cambiato con il passare del tempo: dalla produzione di vestiti e di corde, si è arrivati – e non in breve tempo – al trattamento di diverse patologie e di diverse malattie, ma ovviamente non solo, grazie ai principi attivi contenuti in questa sostanza (CBD e HHC). Al giorno d’oggi, infatti, la marijuana legale è utilizzata anche e semplicemente a scopo ricreativo.
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