Autore: Luigi Cacciatori
Il CBD, o cannabidiolo, è uno dei principi attivi più abbondanti della pianta di canapa. Negli ultimi anni è diventato il protagonista di un intero mercato — dai fiori di cannabis light agli oli, fino ai cosmetici — soprattutto per una caratteristica precisa: a differenza del THC, non ha effetti psicotropi. In questa guida vediamo cos’è esattamente, cosa dice la ricerca sui suoi effetti e come orientarsi tra le diverse forme in cui si trova.
Il cannabidiolo è un cannabinoide, cioè una delle oltre cento molecole prodotte naturalmente dalla Cannabis Sativa L. Fu isolato per la prima volta nel 1940, ma è stato studiato a fondo solo negli ultimi decenni.
Nella pianta di canapa il CBD si concentra soprattutto nelle infiorescenze femminili, dentro la resina che ricopre le cime. Le varietà di canapa certificate a livello europeo — quelle da cui nasce la cannabis light — vengono selezionate proprio per sviluppare molto CBD e pochissimo THC.
Il nostro organismo possiede un sistema endocannabinoide, una rete di recettori distribuita in tutto il corpo che regola funzioni come sonno, umore e percezione del dolore. Il CBD interagisce con questo sistema in modo indiretto, ed è qui che nasce l’interesse scientifico nei suoi confronti.
CBD e THC vengono spesso nominati insieme, ma si comportano in modo molto diverso.
Il THC (tetraidrocannabinolo) è il principio attivo psicotropo della cannabis: agisce direttamente sui recettori del cervello e altera la percezione. Per questo i prodotti ad alto THC non possono essere venduti liberamente in Italia.
Il CBD non produce alterazioni psicoattive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in un rapporto del 2018, ha concluso che il cannabidiolo è generalmente ben tollerato, non crea dipendenza e non presenta un potenziale di abuso. È questa differenza a rendere possibile il mercato della canapa legale: varietà con tanto CBD e THC entro i limiti di legge.
Chi utilizza prodotti al CBD riferisce nella maggior parte dei casi una sensazione di rilassamento generale, talvolta accompagnata da sonnolenza, soprattutto con concentrazioni elevate.
La ricerca scientifica sta studiando il cannabidiolo su diversi fronti, dal benessere mentale alla gestione del dolore, con risultati promettenti ma ancora in corso di verifica. Va detto con chiarezza: i prodotti al CBD in commercio non sono medicinali e non vanno usati per curare patologie. Se hai una condizione medica, o assumi farmaci, parlane prima con il tuo medico.
L’intensità dell’effetto dipende da tre fattori: la concentrazione di CBD del prodotto, la quantità utilizzata e la sensibilità individuale. Per questo il consiglio classico resta il più valido: partire da concentrazioni basse e capire come risponde il proprio corpo.
Il mercato del CBD è cresciuto in fretta, e non tutti i venditori lavorano allo stesso modo. Prima di acquistare, verifica tre cose.
Le analisi di laboratorio. Un venditore serio pubblica o mette a disposizione i certificati di analisi dei propri lotti: contenuto effettivo di CBD, THC nei limiti di legge, assenza di metalli pesanti e pesticidi. Se le analisi non ci sono, meglio lasciar perdere.
La provenienza. Canapa coltivata in Europa da varietà certificate, meglio ancora se in Italia e con metodi biologici. Sulle nostre schede prodotto trovi sempre genetica, metodo di coltivazione e percentuale di CBD.
La trasparenza del venditore. Contatti chiari, assistenza reale, condizioni di vendita leggibili. Noi di Seven Hemp rispondiamo direttamente su WhatsApp e Telegram, e vendiamo online dal 2018 con un negozio fisico a Torino.
Se vuoi partire dal formato più versatile, dai un’occhiata al nostro olio CBD; se preferisci il prodotto naturale per eccellenza, trovi tutte le varietà nella pagina dedicata all’erba legale.
Sì, il cannabidiolo in sé non è una sostanza stupefacente. I prodotti che lo contengono devono però rispettare i requisiti previsti dalla normativa, a partire dai limiti di THC. Il quadro normativo del settore canapa è in evoluzione: trovi il punto aggiornato nella nostra guida alla normativa sulla cannabis light.
No. Il CBD non è psicotropo: non altera la percezione e non produce gli effetti tipici del THC.
I test antidroga cercano il THC, non il CBD. I prodotti a base di canapa legale contengono però tracce di THC entro i limiti di legge: in caso di consumi molto abbondanti e ravvicinati, una positività non si può escludere del tutto. Se sei soggetto a controlli per lavoro o guida, tienine conto.
Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla concentrazione del prodotto e dalla sensibilità individuale. La regola più sensata è iniziare con poco e aumentare gradualmente solo se serve.
Il sito vende prodotti non destinati al consumo di minorenni